Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

LE FONTI FRANCESCANE BIOGRAFICHE
Vita Seconda
Introduzione
Prologo
Parte I: cap. 1, cap. 2, cap. 3, cap. 4
Cap. 5, cap. 6, cap. 7, cap. 8, cap. 9
Cap. 10, cap. 11, cap. 12, cap. 13
Cap. 14, cap. 15, cap. 16, cap. 17
Parte II: Introduzione,
Cap. 1, cap. 2, cap. 3, cap. 4
Cap. 5, cap. 6, cap. 7, cap. 8
Cap. 9, cap. 10, cap. 11, cap. 12
Cap. 13, cap. 14, cap. 15, cap. 16
Cap. 17, cap. 18, cap. 19, cap. 20
Cap. 21, cap. 22, cap. 23, cap. 24
Cap. 25, cap. 26, cap. 27, cap. 28
Cap. 29, cap. 30, cap. 31, cap. 32
Cap. 33, cap. 34, cap. 35, cap. 36
Cap. 37, cap. 38, cap. 39, cap. 40
Cap. 41, cap. 42, cap. 43, cap. 44
Cap. 45, cap. 46, cap. 47, cap. 48
Cap. 49, cap. 50, cap. 51, cap. 52
Cap. 53, cap. 54, cap. 55, cap. 56
Cap. 57, cap. 58, cap. 59, cap. 60
Cap. 61, cap. 62, cap. 63, cap. 64
Cap. 65, cap. 66, cap. 67, cap. 68
Cap. 69, cap. 70, cap. 71, cap. 72
Cap. 73, cap. 74, cap. 75, cap. 76
Cap. 77, cap. 78, cap. 79, cap. 80
Cap. 81, cap. 82, cap. 83, cap. 84
Cap. 85, cap. 86, cap. 87, cap. 88
Cap. 89, cap. 90, cap. 91, cap. 92
Cap. 93, cap. 94, cap. 95, cap. 96
Cap. 97, cap. 98, cap. 99, cap. 100
Cap.101, cap.102, cap.103, cap.104
Cap.105, cap.106, cap.107, cap.108
Cap.109, cap.110, cap.111, cap.112
Cap.113, cap.114, cap.115, cap.116
Cap.117, cap.118, cap.119, cap.120
Cap.121, cap.122, cap.123, cap.124
Cap.125, cap.126, cap.127, cap.128
Cap.129, cap.130, cap.131, cap.132
Cap.133, cap.134, cap.135, cap.136
Cap.137, cap.138, cap.139, cap.140
Cap.141, cap.142, cap.143, cap.144
Cap.145, cap.146, cap.147, cap.148
Cap.149, cap.150, cap.151, cap.152
Cap.153, cap.154, cap.155, cap.156
Cap.157, cap.158, cap.159, cap.160
Cap.161, cap.162, cap.163, cap.164
Cap. 165, cap. 166, cap. 167
TOMMASO DA CELANO VITA SECONDA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI

TOMMASO DA CELANO
VITA SECONDA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI

PARTE SECONDA

IL BUONO E IL CATTIVO ESEMPIO

CAPITOLO CXVI

MALEDIZIONE E PENA DEL SANTO
PER ALCUNI FRATI Dl CATTIVA CONDOTTA

 


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156. La sua terribile sentenza di maledizione colpiva quelli che con opere inique e cattivi esempi violavano la santità dell'Ordine.
Gli fu riferito un giorno che erano stati ricevuti dal vescovo di Fondi, due frati, i quali, sotto pretesto di un maggior disprezzo di sé, coltivavano una barba più lunga del conveniente. Il vescovo li aveva apostrofati: «Badate bene di non deturpare con la presunzione di queste novità la bellezza dell'Ordine».
Il Santo si alzò di scatto, e levando le mani al cielo, col volto inondato di lacrime, proruppe in queste parole di preghiera o piuttosto di maledizione: «Signore Gesù Cristo, tu che hai scelto i dodici Apostoli, dei quali anche se uno venne meno, gli altri però rimasero fedeli ed hanno predicato il santo Vangelo animati dall'unico Spirito, tu, o Signore, in questa ultima ora, memore della antica misericordia, hai fondato l'Ordine dei frati a sostegno della tua fede e perché per loro mezzo si adempisse il mistero del tuo Vangelo. Chi dunque ti darà soddisfazione per loro, se quelli che hai mandato a questo scopo, non solo non mostrano a tutti esempi di luce, ma piuttosto le opere delle tenebre? Da Te, o Signore santissimo, e da tutta la curia celeste e da me tuo piccolo siano maledetti quelli che col loro cattivo esempio confondono e distruggono ciò che un tempo tu hai edificato per mezzo dei santi frati di questo Ordine e non cessi di edificare!».
Dove sono quelli che si dichiarano felici della sua benedizione e si vantano di essersi accaparrati a loro piacimento la sua amicizia? Se, Dio non voglia, si troverà che hanno mostrato le opere delle tenebre con pericolo del prossimo, senza pentirsene, guai a loro, guai di dannazione eterna!


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157. «I frati più buoni - diceva - si sentono confusi per le opere dei frati cattivi, e anche se essi personalmente non hanno peccato, vengono giudicati dall'esempio dei malvagi. Proprio per questo mi trafiggono con una spada acuta e me la ripassano tutto il giorno per le viscere». Era soprattutto per questo motivo che si sottraeva alla compagnia dei frati, perché non gli capitasse di udire riguardo all'uno o all'altro qualcosa di spiacevole, che gli rinnovasse il dolore.
E continuava: «Verrà tempo, in cui questa diletta Religione di Dio sarà talmente infamata dai cattivi esempi, che si proverà vergogna a uscire in pubblico. Quelli che verranno in quelle circostanze all'Ordine, vi saranno condotti unicamente dall'azione dello Spirito Santo, non li contaminerà né la carne né il sangue e saranno veramente benedetti da Dio. Non compiranno azioni di grande merito, per il raffreddarsi della carità, la virtù che spinge i santi ad agire fervorosamente. Però sopraggiungeranno per loro tentazioni immense, e quanti allora avranno superato la prova, saranno migliori dei loro predecessori. Ma guai a quelli, che soddisfatti della sola apparenza di vita religiosa, intorpidiranno nell'ozio e non rimarranno saldi nelle tentazioni permesse per provare i giusti! Perché soltanto chi avrà superato la prova, dopo essere stato nel frattempo tribolato dalla malizia degli empi, riceverà la corona di vita».



 
 



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